
Viviamo in un’epoca in cui il tempo sembra essere la risorsa più preziosa e al tempo stesso la più fragile. Ma c’è chi, ogni giorno, decide di donare il proprio tempo agli altri: sono i caregiver, le mamme e i papà che hanno scelto di dedicare la loro vita alla cura dei figli con disabilità.
Per loro, spesso, il mondo del lavoro si chiude. Le opportunità si riducono. L’indipendenza economica svanisce. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce il Progetto L’Oasi – Il Network per il Sociale, un’iniziativa innovativa che vuole restituire valore, dignità e opportunità a chi da troppo tempo mette al primo posto gli altri.
Il Progetto L’Oasi non è solo un’iniziativa di solidarietà, ma un modello di economia circolare sociale.
Attraverso un sistema di smartworking solidale, i caregiver possono tornare a lavorare da casa, conciliare vita familiare e professionale, e allo stesso tempo contribuire a sostenere le associazioni che ogni giorno aiutano le famiglie fragili.
Il principio è semplice ma rivoluzionario: una rete di persone, professionisti e organizzazioni che si aiutano a vicenda, creando valore reciproco e sostenibilità nel lungo periodo.
I caregiver familiari sono coloro che si prendono cura di un familiare non autosufficiente, spesso rinunciando alla propria carriera, ai propri sogni, e talvolta anche alla propria salute.
Dietro ogni storia di disabilità c’è una famiglia che combatte ogni giorno contro burocrazia, solitudine e mancanza di supporto.
Molti genitori, soprattutto mamme, lasciano il lavoro per seguire i figli, ritrovandosi senza reddito e senza riconoscimento sociale.
Quando il lavoro incontra la disabilità: la perdita di opportunità
Il Progetto L’Oasi parte proprio da questa realtà: dare ai caregiver la possibilità di lavorare in smartworking, trasformando il sacrificio in un’opportunità di rinascita personale ed economica.
Dietro questo progetto c’è un’idea semplice ma potente: creare una rete per chi si prende cura degli altri.
Il progetto mette in connessione caregiver, associazioni del terzo settore e aziende sensibili ai temi del sociale, costruendo un ecosistema dove ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità.
L’Oasi nasce per essere un punto di incontro tra empatia e concretezza, tra bisogno e opportunità, tra volontà di aiutare e desiderio di non essere dimenticati.
La missione è chiara: offrire un aiuto concreto e sostenibile alle famiglie che affrontano la disabilità, accompagnandole nel difficile percorso del “Durante e Dopo di Noi”.
La visione guarda oltre: un mondo in cui ogni persona con disabilità possa vivere un futuro sereno, grazie a una rete di solidarietà che non si esaurisce nel tempo, ma si rinnova attraverso la partecipazione di tutti.
L’Oasi offre a ogni caregiver la possibilità di riconquistare la propria autonomia lavorando da casa, in modo flessibile, senza rinunciare ai propri doveri familiari.
Un’opportunità che diventa anche una forma di cura: perché lavorare, sentirsi utili e valorizzati, è parte integrante del benessere personale.
Ogni collaborazione professionale attivata attraverso il progetto prevede una donazione volontaria del 10% del compenso alle associazioni aderenti.
Un piccolo gesto che, moltiplicato nel tempo, diventa un motore di cambiamento per finanziare servizi, progetti e assistenza alle famiglie in difficoltà.
In un mondo in cui spesso si misura tutto in profitto, il Progetto L’Oasi sceglie di misurare il successo in impatto umano.
L’economia circolare, in questo contesto, significa che ogni risorsa condivisa ritorna alla comunità in una forma nuova di valore.
Ogni iniziativa autentica nasce da un insieme di valori condivisi. Il Progetto L’Oasi si fonda su un Codice Etico chiaro, concreto e ispirato a principi universali di giustizia, solidarietà e responsabilità sociale.
Tutte le attività del progetto vengono svolte con massima chiarezza e tracciabilità. Ogni flusso economico, ogni donazione, ogni collaborazione è documentata e comunicata apertamente alla community.
La fiducia nasce dalla trasparenza — ed è proprio questa fiducia che permette a famiglie, associazioni e professionisti di camminare insieme.
In L’Oasi nessuno è “ospite”: tutti sono parte attiva di una rete partecipativa. Ogni voce conta, ogni opinione viene ascoltata, ogni suggerimento può generare un cambiamento positivo.
Il progetto promuove l’uguaglianza di opportunità, senza discriminazioni di genere, etnia, religione o disabilità.
L’Oasi non è un aiuto “una tantum”, ma un sistema sostenibile nel tempo. La solidarietà qui non è solo un sentimento, ma un meccanismo virtuoso che si autoalimenta.
Le donazioni del 10% generate attraverso il lavoro dei caregiver diventano risorse per finanziare nuovi servizi, corsi di formazione, assistenza psicologica e programmi di sostegno alle famiglie.
Le associazioni che fanno parte del Progetto L’Oasi non sono semplici beneficiarie, ma partner attivi di un ecosistema sociale.
Ogni associazione aderente viene scelta in base a criteri di coerenza con la missione del progetto, qualità dei servizi offerti, e impatto reale sul territorio.
Solo chi dimostra un impegno concreto nel sostenere le famiglie e le persone con disabilità può entrare a far parte della rete.
Attraverso la collaborazione tra associazioni e caregiver, si crea una comunità solidale viva, capace di reagire ai bisogni reali e di offrire risposte tempestive.
Ogni donazione diventa un atto d’amore condiviso che unisce chi riceve e chi dà, in un ciclo virtuoso di umanità.
Nel mondo del sociale, la comunicazione autentica è il ponte che unisce le persone. Per questo, il Progetto L’Oasi dedica grande attenzione al dialogo continuo con la propria community.
Attraverso il sito www.progetto-loasi.com, vengono pubblicati articoli, aggiornamenti, testimonianze e guide pratiche dedicate al mondo dei caregiver.
Inoltre, periodicamente vengono organizzati incontri virtuali e webinar per favorire il confronto, la formazione e la crescita personale dei partecipanti.
L’Oasi misura il proprio impatto sociale con indicatori concreti: numero di famiglie coinvolte, ore di lavoro offerte ai caregiver, fondi raccolti, associazioni sostenute.
Questo approccio consente di monitorare i risultati e migliorare costantemente, garantendo che ogni gesto di solidarietà produca un effetto reale.
Dietro ogni progetto, ci sono volti, voci e storie.
Nel Progetto L’Oasi, i protagonisti sono proprio loro: i caregiver che hanno trovato una nuova possibilità di vita e di dignità.
C’è la storia di una madre che, dopo anni passati a casa per assistere il figlio disabile, ha potuto finalmente rimettersi in gioco grazie allo smartworking solidale.
O quella di un padre che, partecipando alla rete, ha scoperto di poter contribuire non solo economicamente, ma anche come mentore per altri genitori.
In ogni testimonianza emerge un filo conduttore: la riscoperta del proprio valore.
Perché lavorare non significa solo guadagnare — significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, riconquistare la propria identità e credere di nuovo in un futuro possibile.
Il bello del Progetto L’Oasi è che chiunque può farne parte. Non serve essere esperti, bastano cuore, volontà e desiderio di costruire insieme.
I caregiver interessati possono candidarsi attraverso il sito ufficiale, accedendo a opportunità di collaborazione flessibili e sostenibili.
Una volta entrati nel network, potranno lavorare in smartworking e contribuire con una piccola donazione a sostegno delle associazioni aderenti.
Anche le associazioni possono aderire, entrando a far parte del network e beneficiando dei fondi raccolti attraverso il modello di economia circolare.
Professionisti e aziende, invece, possono collaborare offrendo competenze, consulenze, o spazi di lavoro condivisi.
Cos’è esattamente il Progetto L’Oasi?
È un’iniziativa sociale che offre opportunità di lavoro in smartworking ai caregiver e destina una parte dei compensi alle associazioni che supportano le famiglie con disabilità.
Chi può aderire come caregiver?
Possono partecipare genitori o familiari che si prendono cura di persone con disabilità e desiderano rientrare nel mondo del lavoro in modo flessibile.
Come funziona la donazione del 10%?
Ogni collaboratore aderente devolve volontariamente il 10% dei propri guadagni alle associazioni partner del progetto, sostenendo così servizi e attività sociali.
Cosa si intende per “economia circolare del sociale”?
È un modello in cui il valore generato dal lavoro ritorna alla comunità sotto forma di donazioni, creando un ciclo continuo di solidarietà e sostegno reciproco.
Come vengono scelte le associazioni beneficiarie?
Le associazioni vengono selezionate in base alla coerenza con la missione del progetto, alla trasparenza gestionale e alla qualità dei servizi offerti.
Dove posso trovare maggiori informazioni o aderire?
Tutte le informazioni ufficiali sono disponibili sul sito: 👉 www.progetto-loasi.com
Il Progetto L’Oasi è molto più di un’iniziativa solidale: è un movimento di rinascita collettiva.
Rappresenta la prova che, anche in un mondo frenetico e individualista, è ancora possibile costruire un’economia basata sull’empatia, sulla fiducia e sulla reciprocità.
Ogni famiglia che entra nell’Oasi porta con sé una storia di coraggio.
Ogni associazione che aderisce aggiunge un tassello di valore.
Ogni donazione accende una luce in più nel cammino di chi, ogni giorno, affronta la disabilità con amore e forza.
Il futuro è nelle mani di chi sceglie di donare per creare.
E l’Oasi è qui, pronta ad accogliere chiunque voglia costruire — insieme — un mondo più giusto, inclusivo e umano.
🌐 Link utile:
👉 Scopri di più o aderisci al progetto: https://progetto-loasi.com
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